Ciao
a tutti,
ho deciso di scrivere qualche parola da inserire in questa pagina
del sito perchè leggendo le esperienze di altri volontari,
mi sono reso conto che, in questo modo, si riesce comunque a trasmettere
con immediatezza e molto realismo le mille sensazioni che si provano
in questa terra.
Ormai sono qui da un mese e nonostante le emozioni siano ancora
forti quando il sole si alza al mattino e quando scende alla sera,
dietro i mille colori della vegetazione e il marrone profondo
dei campi lavorati a mano, mi sento già in grado di poter
tracciare un significativo bilancio di questa prima sensazionale
esperienza in Africa. Per prima cosa posso paragonarmi, sportivamente
parlando, ad un pugile “suonato” che sta ancora prendendo
pugni da un altro pugile terribilmente più forte di lui.
I pugni arrivano da tutte le parti e colpiscono senza pietà
il cuore, la mente, le esperienze passate, la quotidianità
di gente che vive nel mondo tecnologicamente avanzato.
Il giorno dell’arrivo, nei 250 Km percorsi con l’auto
da Lilongwe a Balaka, guardando fuori dal finestrino, ho fissato
delle immagini che hanno resettato 55 anni della mia vita. Tutte
quelle persone che vivono in prossimità della strada asfaltata,
ne fanno la più grande vetrina della vita di questo popolo.
In essa sono esposte tutte le loro difficoltà, ma anche
i tesori che possiedono. Sono ben visibili i loro problemi di
crescita sociale, ma spicca incredibilmente anche la loro grande
forza di comunicare. Si tocca con mano che c’è bisogno
di tutto, soprattutto per dare un futuro alla marea di bambini
che si vedono in ogni metro di strada, impegnati in tanti semplici
modi di giocare, vicino alle capanne dei villaggi, alle scuole,
alle chiese, ai piccoli mercati. Occhi sgranati in corpicini minuti,
a piedi scalzi, che ti fissano e che si lasciano andare poi a
sorrisi pieni di contagiosa felicità e gioia, anche se
non ti conoscono.
“…..con la bellezza dei colori dei loro poveri stracci”
è una frase molto bella tratta dal libro “Mille spendidi
soli” di Houssein Kaledh che descrive altri contesti, ma
ben si adatta a questa immagine. Poi c’è la vita
di tutti i giorni…ti riempie le ore, a volte ti fa dimenticare
che il tuo mondo è un altro, più complicato, meno
vero. Dimentichi ciò che hai fatto sino ad oggi e ti unisci
a loro nella risoluzione di una miriade di piccole difficoltà
che si trasformano spesso in un problema apparentemente irrisolvibile.
Qui la parola “speranza” spinge tutto ed è
di una concretezza unica. Esiste nelle azioni, nei pensieri, anche
nell’impegno di tanti volontari che per le più disparate
ragioni, con amore, hanno deciso di dare. Vogliono dare quello
che possono, gocce che si uniscono e che formano un mare di aiuti.
Non si ragiona più di tanto su cosa è meglio dare
o fare. Si fa e si da’ indistintamente quello che si ha.
Ma soprattutto ognuno di loro.......riceve!!!
Lascio ad altri le considerazioni dalle quali possono scaturire
altre interpretazioni. Ho notato anche io che forse c’è
qualcosa che non và e sul quale si può anche discutere,
ma per il momento intendo solo fare e non discutere.
Se sono riuscito a trasmettere qualcosa a quelli di voi che non
hanno mai provato un’esperienza così eccitante, scriverò
ancora. Fatemi sapere. Magari qualcuno potrà trarne spunto
per trovare la ragione di una scelta così impegnativa,
ma che, vi assicuro, vi ripagherà in soddisfazione per
il resto dei vostri giorni.
Aldo
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