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Balaka,
31 Gennaio 2006
E’
da molto che non lo facciamo, ma riuscire a raccogliere testimonianze
di altri volontari che con noi vivono quest’esperienza, sembra
essere davvero importante. Raccogliere pareri, esperienze diverse,
punti di vista di persone che da anni offrono il loro servizio alla
missione di Balaka, pensiamo sia importante.
Oggi vi riportiamo le parole di Lina, la signora che gestisce e
vive con noi alla casa dei volontari, è qui da tre mesi,
viene in Malawi dal 1992.
“Quando i primi giorni di Novemre sono giunta in Malawi mi
chiedevo come sarebbe stata questa volta, di sicuro non pensavo
che avrei trovato tante contraddizioni. Sapevo che ci sarebbe stato
il periodo della fame, non essendoci stato il raccolto a causa della
siccità, ma a questo pensavo di essere preparata, avendo
già visto nel 1992, cosa vuol dire vedere la gente soffrire
di fame.
Non avrei mai pensato che il pensiero della gente fosse stato: “Pioverà
o non pioverà? Forse oggi piove... speriamo che piova”.
Quando i primi giorni faceva un caldo terribile e tutti dicevano
che era una cosa anomala, già il mattino all’alba si
vedeva la gente nei campi che zappava quella terra arida e dura.
Mi chiedevo: “Come è possibile che possano sperare
che cresca qualcosa?”
Quando dopo una giornnata di duro lavoro vedevo le donne che con
i loro piccoli sempre sulla schiena andavano ad attingere l’acqua
al pozzo, mi chiedevo come facessero ad avere ancora la forza di
portare quei pesi sulla testa.
Poi finalmente a fine Novembre la pioggia arriva e si comincia a
seminare
La gente diceva: “ Forse quest’anno ci sarà un
buon raccolto!”
Adesso dice: “Forse piove un po’ troppo e il raccolto
rischia di andare male”.
Giorno dopo giorno vedo questo paese trasformarsi, i colori da ocra
diventano verdi, c’è un’esplosione della natura
sembra di trovarsi in un altro mondo, i tramonti rosso fuoco prendono
il colore del verde e del giallo. Il cielo durante il giorno cambia
colori: azzurro, nero, bianco. Le nuvole vengono squarciate dai
lampi. A volte sembra che il cielo stia per esplodere e in tutto
questo splendore la gente si ammala sempre di più. Inizia
ad esserci anche il colera, negli ospedali senti la morte che ti
cammina a fianco, nelle corsie non c’è più uno
spazio libero e gli ammalati sono ammassati sia nei letti che sotto.
Ci sono tantissime mamme con i loro piccoli che ti supplicano con
gli occhi, forse si aspettano un miracolo, tu ti senti impotente,
ti viene voglia di fuggire per non vedere più tutto questo,
per non sentire più la gente che dice “Njala, njala!!
(Fame, fame!!)”.
Ora non si vede più la gente lavorare nei campi non perchè
non ci sia, ma perchè il grano è diventato molto alto
e li nasconde. Sta iniziando la fioritura e si stanno formando le
prime pannocchie. La sola triste risposta che è possibile
dare a questa gente è di aspettare che, se tutto va’
bene, tra un mese potrete mangiare.”
Lina
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