E'
dal lontano 1992 che tutti gli anni, a volte due o tre, vengo
in Malawi nella missione di Padre Mario a Balaka, ed ho perso
il conto dei mesi trascorsi qui. Di esperienze ne ho davvero tante
da raccontare e tanto ancora ho da imparare dalla vita africana.
Cerco di entrare in sintonia con la gente locale e con i miei
compagni di lavoro, anche se mi risulta difficile visto che non
ho ancora imparato bene la loro lingua. Tengo tanto al fatto che
imparino bene il loro lavoro, a volte mi arrabbio anche se so
che non ne vale la pena, quindi quando è fatto male glielo
faccio rifare sperando che la volta dopo lo facciano meglio. Quanti
bei momenti ho vissuto con loro di gioia, specialmente quando
c'è stata l'inaugurazione della bella chiesa di Balaka.
E' stata una grande soddisfazione vedere il lavoro svolto con
gli operai di Andiamo. Ci sono voluti due anni di grande lavoro,
solo per il tetto sono stati fatti più 70.000 fori e sono
serviti più di 17.000 bulloni. Penso di essere stato miracolato
quando nell'agosto del 1993 mentre posavo una delle prime travi
del tetto della Chiesa, e quì non so se San Giuseppe, che
Padre Mario aveva messo fuori dalla vecchia Chiesa per proteggere
i lavoratori, o il Montfort, o qualche altro santo, mi hanno tenuto
per un attimo sollevato nel vuoto, altrimenti sarei precipitato
per ben 22 metri di altezza. Tra le tante costruzioni un'altra
soddisfazione è stata la costruzione degli uffici della
Montfort Media, struttura a due piani in cemento armato, sempre
con la squadra di Andiamo. Tanti sono i momenti felici trascorsi
con i miei compagni di lavoro, e tanti sono i momenti tristi,
come del resto è la vita. Il più recente è
stata la morte dell'amico Andrea, fratello di Padre Mario. A due
anni di distanza si sente tanto la sua mancanza, specialmente
per quanto teneva alla Cooperativa Andiamo e il bene che ha voluto
a questa gente, anche se è sempre nei nostri cuori. Se
ne è andato in silenzio, nella terra che tanto amava. Tanti
sono anche i giovani che hanno lavorato con me e se ne sono andati,
David, Lorenz, Nkwinda, Nbinga, Gloria ed Anna, Andrew, Mbeue,
e molti altri ancora. Colpiti dalla malattia dei giovani, così
è chiamata l'AIDS. Vengono proprio a mancare quelle persone
che hanno imparato un lavoro e dovrebbero trasmetterlo agli altri.
Dopo tanti anni di lavoro nella vecchia falegnameria avrei desiderato
tanto avere la possibilità di avere delle macchine meno
obsolete, quindi ne ho parlato col cugino Eugenio e moglie Angela
Bonomelli, in Italia, sempre presenti per quanto riguarda i bisogni
del Malawi. Con grande sorpresa l'anno scorso loro, insieme alla
falegnameria Barzasi di Clusone, ci hanno donato le macchine che
servivano per iniziare la nuova falegnameria. Detto, fatto anche
il capannone arrivato a proposito nel container da Rosignano.
La sorpresa più grande è stata quando le macchine
sono arrivate in Malawi, ed anche i cugini sono venuti. Eugenio
con la sua esperienza e sapienza le ha messe a punto, si è
iniziato quindi a fare dei bei lavori come mobili per la casa
dei volontari, sedie, scaffali, e porte per le varie scuole.
Da quando sono nonno di due bei nipotini, Pablo e Lili, il mio
cuore e pensiero è rivolto tanto anche a loro e mi mancano
tanto in questi mesi che trascorro in Africa. Forse dovrei rimanere
un po' più con loro e godermeli intanto che sono piccoli,
ma quando arriva l'inverno e finchè le forze me lo permettono,
sento la voce del mal d'Africa che chiama e come si fa a dire
di NO?
Gaetano