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ESPERIENZA DI ALDO
Balaka,
27 November 2007
Ciao a tutti,
ho deciso di scrivere qualche parola da inserire in questa pagina
del sito perchè leggendo le esperienze di altri volontari,
mi sono reso conto che, in questo modo, si riesce comunque a trasmettere
con immediatezza e molto realismo le mille sensazioni che si provano
in questa terra.
Ormai sono qui da un mese e nonostante le emozioni siano ancora
forti quando il sole si alza al mattino e quando scende alla sera,
dietro i mille colori della vegetazione e il marrone profondo dei
campi lavorati a mano, mi sento già in grado di poter tracciare
un significativo bilancio di questa prima sensazionale esperienza
in Africa. Per prima cosa posso paragonarmi, sportivamente parlando,
ad un pugile “suonato” che sta ancora prendendo pugni
da un altro pugile terribilmente più forte di lui. I pugni
arrivano da tutte le parti e colpiscono senza pietà il cuore,
la mente, le esperienze passate, la quotidianità di gente
che vive nel mondo tecnologicamente avanzato.
Il giorno dell’arrivo, nei 250 Km percorsi con l’auto
da Lilongwe a Balaka, guardando fuori dal finestrino, ho fissato
delle immagini che hanno resettato 55 anni della mia vita. Tutte
quelle persone che vivono in prossimità della strada asfaltata,
ne fanno la più grande vetrina della vita di questo popolo.
In essa sono esposte tutte le loro difficoltà, ma anche i
tesori che possiedono. Sono ben visibili i loro problemi di crescita
sociale, ma spicca incredibilmente anche la loro grande forza di
comunicare. Si tocca con mano che c’è bisogno di tutto,
soprattutto per dare un futuro alla marea di bambini che si vedono
in ogni metro di strada, impegnati in tanti semplici modi di giocare,
vicino alle capanne dei villaggi, alle scuole, alle chiese, ai piccoli
mercati. Occhi sgranati in corpicini minuti, a piedi scalzi, che
ti fissano e che si lasciano andare poi a sorrisi pieni di contagiosa
felicità e gioia, anche se non ti conoscono.
“…..con la bellezza dei colori dei loro poveri stracci”
è una frase molto bella tratta dal libro “Mille spendidi
soli” di Houssein Kaledh che descrive altri contesti, ma ben
si adatta a questa immagine. Poi c’è la vita di tutti
i giorni…ti riempie le ore, a volte ti fa dimenticare che
il tuo mondo è un altro, più complicato, meno vero.
Dimentichi ciò che hai fatto sino ad oggi e ti unisci a loro
nella risoluzione di una miriade di piccole difficoltà che
si trasformano spesso in un problema apparentemente irrisolvibile.
Qui la parola “speranza” spinge tutto ed è di
una concretezza unica. Esiste nelle azioni, nei pensieri, anche
nell’impegno di tanti volontari che per le più disparate
ragioni, con amore, hanno deciso di dare. Vogliono dare quello che
possono, gocce che si uniscono e che formano un mare di aiuti. Non
si ragiona più di tanto su cosa è meglio dare o fare.
Si fa e si da’ indistintamente quello che si ha. Ma soprattutto
ognuno di loro.......riceve!!!
Lascio ad altri le considerazioni dalle quali possono scaturire
altre interpretazioni. Ho notato anche io che forse c’è
qualcosa che non và e sul quale si può anche discutere,
ma per il momento intendo solo fare e non discutere.
Se sono riuscito a trasmettere qualcosa a quelli di voi che non
hanno mai provato un’esperienza così eccitante, scriverò
ancora. Fatemi sapere. Magari qualcuno potrà trarne spunto
per trovare la ragione di una scelta così impegnativa, ma
che, vi assicuro, vi ripagherà in soddisfazione per il resto
dei vostri giorni.
Aldo
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