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GAETANO
E IL MAL D'AFRICA
Balaka, 06 Aprile 2007
E' dal lontano 1992 che tutti gli
anni, a volte due o tre, vengo in Malawi nella missione di Padre
Mario a Balaka, ed ho perso il conto dei mesi trascorsi qui. Di
esperienze ne ho davvero tante da raccontare e tanto ancora ho da
imparare dalla vita africana. Cerco di entrare in sintonia con la
gente locale e con i miei compagni di lavoro, anche se mi risulta
difficile visto che non ho ancora imparato bene la loro lingua.
Tengo tanto al fatto che imparino bene il loro lavoro, a volte mi
arrabbio anche se so che non ne vale la pena, quindi quando è
fatto male glielo faccio rifare sperando che la volta dopo lo facciano
meglio. Quanti bei momenti ho vissuto con loro di gioia, specialmente
quando c'è stata l'inaugurazione della bella chiesa di Balaka.
E' stata una grande soddisfazione vedere il lavoro svolto con gli
operai di Andiamo. Ci sono voluti due anni di grande lavoro, solo
per il tetto sono stati fatti più 70.000 fori e sono serviti
più di 17.000 bulloni. Penso di essere stato miracolato quando
nell'agosto del 1993 mentre posavo una delle prime travi del tetto
della Chiesa, e quì non so se San Giuseppe, che Padre Mario
aveva messo fuori dalla vecchia Chiesa per proteggere i lavoratori,
o il Montfort, o qualche altro santo, mi hanno tenuto per un attimo
sollevato nel vuoto, altrimenti sarei precipitato per ben 22 metri
di altezza. Tra le tante costruzioni un'altra soddisfazione è
stata la costruzione degli uffici della Montfort Media, struttura
a due piani in cemento armato, sempre con la squadra di Andiamo.
Tanti sono i momenti felici trascorsi con i miei compagni di lavoro,
e tanti sono i momenti tristi, come del resto è la vita.
Il più recente è stata la morte dell'amico Andrea,
fratello di Padre Mario. A due anni di distanza si sente tanto la
sua mancanza, specialmente per quanto teneva alla Cooperativa Andiamo
e il bene che ha voluto a questa gente, anche se è sempre
nei nostri cuori. Se ne è andato in silenzio, nella terra
che tanto amava. Tanti sono anche i giovani che hanno lavorato con
me e se ne sono andati, David, Lorenz, Nkwinda, Nbinga, Gloria ed
Anna, Andrew, Mbeue, e molti altri ancora. Colpiti dalla malattia
dei giovani, così è chiamata l'AIDS. Vengono proprio
a mancare quelle persone che hanno imparato un lavoro e dovrebbero
trasmetterlo agli altri.
Dopo tanti anni di lavoro nella vecchia falegnameria avrei desiderato
tanto avere la possibilità di avere delle macchine meno obsolete,
quindi ne ho parlato col cugino Eugenio e moglie Angela Bonomelli,
in Italia, sempre presenti per quanto riguarda i bisogni del Malawi.
Con grande sorpresa l'anno scorso loro, insieme alla falegnameria
Barzasi di Clusone, ci hanno donato le macchine che servivano per
iniziare la nuova falegnameria. Detto, fatto anche il capannone
arrivato a proposito nel container da Rosignano. La sorpresa più
grande è stata quando le macchine sono arrivate in Malawi,
ed anche i cugini sono venuti. Eugenio con la sua esperienza e sapienza
le ha messe a punto, si è iniziato quindi a fare dei bei
lavori come mobili per la casa dei volontari, sedie, scaffali, e
porte per le varie scuole.
Da quando sono nonno di due bei nipotini, Pablo e Lili, il mio cuore
e pensiero è rivolto tanto anche a loro e mi mancano tanto
in questi mesi che trascorro in Africa. Forse dovrei rimanere un
po' più con loro e godermeli intanto che sono piccoli, ma
quando arriva l'inverno e finchè le forze me lo permettono,
sento la voce del mal d'Africa che chiama e come si fa a dire di
NO?
Gaetano
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