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MALAWI
il caldo cuore dell'Africa
a cura di Padre Luigi Gritti
AMBIENTE
E CLIMA
Il Malawi è un piccolo paese nel cuore dell’Africa
subsahariana racchiuso tra Tanzania, Mozambico e Zambia.
Il territorio e il clima sono molto vari. La principale caratteristica
geologica è la grande Rift Valley che attraversa il Paese
da nord a sud. Gran parte di questa depressione è occupata
dal lago Malawi e verso sud dal fiume Shire. Lungo circa 600 km
e in certi punti largo 80, il lago Malawi è il terzo in
Africa e occupa un'area di circa 24,000 kmq, che corrisponde ad
un quinto di quella dell'intero Paese. Il clima è generalmente
tropicale, caratterizzato dalla duplice stagione, quella delle
piogge (più calda) e quella secca (più fresca).
Vi sono poi gli altipiani verdi e rigogliosi, dal clima temperato.
I principali sono lo Nyika e Viphya Plateaux e il monte Mulanje
(3000 m.). I numerosi parchi nazionali (Liwonde e Nyika sono i
più estesi) sono abitati da animali di ogni specie. I problemi
ambientali più urgenti sono la deforestazione e la conseguente
erosione del suolo.
STORIA
Reperti archeologici rinvenuti sulle coste del lago Malawi
consentono di datare a 100,000 anni fa la presenza di insediamenti
umani. Si hanno tuttavia ragioni di ritenere che la zona dell’attuale
Malawi fosse abitata già 2 milioni di anni orsono. Circa
2000 anni fa popolazioni provenienti dalla regione del Congo arrivarono
in queste zone passando per la Tanzania e si stabilirono nel sud
dell’attuale Malawi.
Più vicino a noi, nel 19° secolo, la tribù degli
Yao proveniente dall’ovest del Mozambico incominciò
a penetrare nel sud del Malawi e a stabilirvisi. Sostenuti dagli
arabi mercanti di schiavi i capi Yao contribuirono alla deportazione
di molti malawiani come schiavi. Sempre in questo periodo arrivarono
nella terra del lago anche gruppi di Zulu provenienti dal SudAfrica.
I primi europei ad arrivare in Malawi furono gli esploratori portoghesi
che vi giunsero dal Mozambico nel 16mo secolo. Più tardi,
nel 1850 fu la volta di David Livingstone, il famoso esploratore
e missionario protestante di origini scozzesi, che visitò
il Malawi e ne disegnò le prime mappe.
POLITICA
Nel 1886 la Gran Bretagna istituì un protettorato
sul territorio che fu chiamato Nyasaland.
Nel 1964 il Malawi conquistò l’indipendenza e per
i primi trent’anni fu governato dal despota H. Kamuzu Banda.
Nel 1992 i vescovi cattolici pubblicarono una lettera nella quale
criticavano aspramente i metodi e le politiche del dittatore.
Questa lettera, intitolata “Vivere la nostra fede”
e stampata nella tipografia dei Missionari Monfortani, diede inizio
ad un fermento che nel giro di soli due anni portò il paese
alla democrazia: nel 1993 un referendum popolare abolì
la legge del partito unico e nel 1994 fu eletto il primo governo
democratico.
Il primo presidente democratico fu Bakili Muluzi. Nonostante l’impegno
iniziale in favore della democrazia Muluzi non è stato
all’altezza delle aspettative. Durante i dieci anni del
suo governo la povertà della gente è aumentata e
la corruzione ha raggiunto livelli mai visti prima.
Il nuovo presidente, Bingu wa Mutharika, a pochi mesi dall’elezione
avvenuta nel maggio del 2004, ha dato segnali positivi e rassicuranti.
Anche se l’ombra dell’ex presidente e del suo partito,
l’UDF, è ancora molto forte, vi sono buone speranze
che la situazione incominci davvero a cambiare.
ECONOMIA
In Malawi vige un’economia di sussistenza basata sull’agricoltura,
il 41,7% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno;
il 76,1%, con meno di 2.
Per la gente dei villaggi il lavoro dei campi è nella stragrande
maggioranza dei casi l’unica fonte di guadagno. Le industrie
sono pochissime e in nome di una immotivata privatizzazione molte
di esse sono state chiuse. Mancano posti di lavoro e non esiste
una politica che garantisca ai giovani un’alternativa al
lavoro dei campi. In tempo di siccità nei villaggi si soffre
la fame.
CULTURA
E SOCIETA'
Il Malawi ha una popolazione di circa 11 milioni di abitanti,
in gran parte appartenenti al ceppo Bantu. I gruppi etnici presenti
sono: Chewa, Nyanja, Yao, Tumbuka, Lomwe, Sena, Tonga, Ngoni.
Vi è anche una nutrita rappresentanza di asiatici e di
europei.
Uno degli aspetti più caratteristici della cultura locale
è l’aspetto comunitario della vita; il sentirsi parte
di un gruppo assume un’importanza rilevante e supera di
molto la componente individualistica. Questa comunione arriva
fino al mondo degli spiriti degli antenati e di Dio, che i malawinai
onorano da tempo immemorabile.
I riti di passaggio che scandiscono la vita dei vari gruppi e
degli individui dalla nascita fino alla morte, sono sempre animati
da danze vivacissime e contribuiscono a rafforzare il vincolo
comunitario e di appartenenza. Sono le feste più importanti
del villaggio ed esprimono la sintonia con gli antenati che sono
i custodi delle tradizioni antiche.
I malawiani sono famosi anche per l’ospitalità, sacra
come i valori dell’accoglienza e dello stare insieme. Il
tempo, che in occidente è vissuto nella sua dimensione
più pratica ed efficientista, in Malawi viene percepito
come un dono per coltivare relazioni e un’occasione di disponibilità
verso gli altri. La riconoscenza, il ringraziamento, la lode sono
atteggiamenti naturali e spontanei condensati nella parola che
si sente dire più spesso: Zikomo.
L’urbanizzazione, il rapporto con altre culture come quella
occidentale, il sistema scolastico, la presenza massiccia dei
media e la stessa religione sono tra le cause del progressivo
cambiamento in atto nella cultura e nella società. L’arte,
che si è sviluppata soprattutto sull’onda del turismo,
diventa spesso lo scrigno prezioso dove racchiudere la memoria
del passato.
RELIGIONE
I popoli malawiani sono profondamente religiosi. Temono e adorano
il Dio creatore e provvidente, e lo chiamano con nomi diversi:
Namalenga, il creatore; Mphambe, l’onnipotente; Chiuta,
colui che ha cura; Leza, cioè misericordioso e provvidente,
Mulungu, retto e integro.
Non esiste in Malawi una religione ufficiale. Esiste la Religione
Africana Tradizionale che in percentuale è ancora la più
seguita, il Cristianesimo (protestanti e cattolici), l’Islam
e una miriade di piccolissime chiese indipendenti.
La Religione Tradizionale è centrata sul culto degli antenati,
gli spiriti dei morti che hanno il compito di assistere e proteggere
la comunità, la famiglia, il villaggio e che sono gli intermediari
tra Dio e le persone. Vi sono però anche spiriti cattivi,
che nella loro perenne solitudine minacciano la convivenza e possono
rendere difficile la vita delle persone. Il ricorso allo stregone
del villaggio diventa spesso una necessità.
L’Islam fu la prima religione straniera a giungere in Malawi,
con i mercanti di schiavi arabi. Nel 1600 vi erano già
giunti i Gesuiti e Domenicani, ma senza lasciare traccia del loro
passaggio. Con Livingston arrivò il Cristianesimo protestante
e poi nel 1901 il Cattolicesimo, con i Missionari Monfortani e
i Padri Bianchi.
La Chiesa Cattolica ha appena compiuto i 100 anni e continua a
dimostrarsi vivace sia nella dimensione più religiosa che
nel suo impegno per la promozione totale della persona e per lo
sviluppo. Il sinodo dei vescovi per l’Africa ha rimesso
al centro della discussione il tema del rapporto tra fede e cultura
e l’importanza cruciale della
comunicazione. Nell’aprile del 2004 un giovane Monfortano
del Malawi è stato ordinato vescovo di Zomba.
LINGUA
In Malawi vi sono due lingue ufficiali, l’Inglese e il Chichewa.
Nel nord del Malawi si parla però un’altra lingua
locale, il Chitumbuka e ciascuno dei gruppi etnici presenti sul
territorio parla comunque una lingua propria.
Ecco
alcuni esempi in Chichewa, la lingua più parlata (la “z”
si pronuncia come la “s” in Luisa; la “dz”
si pronuncia come la “z” in zanzara; la “s”
è sempre dura, come in “sole”; la “ch”
si legge “c” dolce come in “circo”; le
parole sono quasi sempre “piane”, con l’accento
sulla penultima sillaba):
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FISICO
Area totale
118,484 Kmq
Coltivabile
18%
Confini
Mozambico, Zambia, Tanzania
Grandi città
Lilongwe, Blantyre, Zomba, Mzuzu
POLITICO
Nome ufficilae:
Repubblica del Malawi
Presidente:
Bingu wa Mutharika
Indipendenza:
6 Luglio 1964
Sistema politico
Repubblica presidenziale
Capitale
Lilongwe
Lingua ufficiale
Inglese, Chichewa
Altre lingue
Tumbuka, Yao, Lomwe
SOCIALE
Popolazione
11 milioni
Crescita media
1.9%
Popolaz. rurale
85%
Popolaz. urbana
15%
Densità
92 / Km2
Speranza di vita
38 anni
Analfabetismo maschi:
27%;
femmine
57%
ECONOMICO
Moneta
Kwacha
PIL $
1,7 miliardi
PIL pro capite $
160
Interesse sul debito
7.6 %
Agricoltura:
riso, cassava, granoturco, caffè, sorgo,
canna da zucchero, tabacco, tè, patate, arachidi
Animali:
ovini, bovini, caprini, pollame
Industrie:
alimentari, tabacco, birra, zucchero
Miniere:
bauxite e carbone
RELIGIOSO
Cattolici
25%
Altri cristiani
20%
Mussulmani
8 %
Religione tradiz.
47%
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