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23rd
October 2007
Asilo TolezaIl primo giorno di settembre è iniziata la costruzione
dell’asilo a Toleza dedicato alla memoria di mio figlio e
di mia moglie. All’inizio ci sono state delle difficoltà
nel reperire i materiali ma adesso i lavori procedono bene. P. Mario
ha assegnato una squadra di dieci persone e io sono venuto con un
mio amico che fa il muratore -Italo Scandella che fermerà
tre mesi in Malawi. Italo è una persona molto buona ed è
capace di farsi voler bene dalla gente. Io sono meccanico e a volte
rimango in officina per insegnare ai ragazzi come usare tornio e
fresa. La cosa triste è che ogni volte che torno in officina
manca sempre qualcuno. Qua si muore molto giovani; l’aids
è un flagello così come la malaria.Ho periodi di
crisi ma qui con tutti i volontari la giornata è molto impegnativa.
L’asilo viene costruito nel villaggio di Toleza a otto chilometri
da dove dormo. Tutte le mattine con il pik up porto cemento, calce
e tutte le cose che servono mentre nel villaggio le donne mettono
l’acqua nel serbatoio per fare la malta.Al mattino solitamente
verso le 10 arriva una ragazza; un giorno con pannocchie bollite
l’altro con delle frittelle. Offrire la colazione ai dieci
operai è un costo irrisorio -200 kwacha solo un euro. Un
giorno gli ho preso una coscia di capra ……. non finivano
più di ringraziarmi. Creo così anche un piccolo commercio
nel villaggio e ho pure fatto richiesta che venga portata la corrente
-per la gente è una cosa veramente importate.Sono felice
nel vedere sorgere i muri dell’asilo e penso che i miei cari
da lassù mi aiutino e mi sostengano. Domenica scorsa a Toleza
è stata celebrata una messa in ricordo dei miei cari. Attraverso
la grata della chiesa potevo vedere l’asilo che poco a poco
prende forma dandomi un grande piacere. Il muro di cinta perimetrale
è terminato con il cancello. Il refettorio è quasi
finito, sostanzialmente manca il tetto, i pavimenti e stiamo facendo
le fondamenta dei bagni. Con una livella laser abbiamo tracciato
le sei aule e la sala per la ricreazione. Il disagio principale
è la mancanza di materiali in particolare di cemento -in
questo periodo c’è n’è veramente poco
ed è difficile da trovare.Io in Malawi sto bene perché
sto con la gente. Tutti mi vogliono bene, ci si sente ancora una
persona utile e il mio dolore diventa meno oppressivo.Vi abbraccio
tutti e grazie per il sostegno che ci date.
Agostino e Italo
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